Dall'uva al savor

1)La maestra ha procurato 2 casse di uva

2)Abbiamo pigiato l'uva con le mani

3)Abbiamo lasciato riposare il succo e le bucce per 24 ore

4)Ci siamo serviti di un mestolo e di un colapasta per separare il succo dalle bucce

5) Abbiamo misurato con il litro, l'unità di misura di capacità:in tutto il mosto era 10 litri.

6)Abbiamo fatto bollire il mosto finchè non è calato della metà, il mosto ha bollito per almeno 4 ore : abbiamo ottenuto così la saba o sapa

7)Abbiamo pesato e preparato gli ingredienti per fare il savor secondo la ricetta che segue

8)Abbiamo portato ad ebollizione la saba e abbiamo versato le mele cotogne abbiamo portato di nuovo ad ebollizione e abbiamo versato prima le bucce di limone e di melone e poi l'altra frutta

9)Abbiamo fatto bollire la saba per almeno 3 ore mescolando piano di tanto in tanto.

10) Abbiamo fatto raffreddare e poi abbiamo messo il savor nei vasi

11)Abbiamo sterilizzato i vasi immergendoli nell'acqua e facendoli bollire per mezz'ora .

  SAVOR

Dosi  x 5 litri di saba  (sapa)

Un kg di cotogne per ogni litro di saba (mele e pere)

Mele della rosa 1 kg

Mandorle 350 g (sbucciate e tagliate in 4 pezzi grossi)

Noci 350 g

1melone (bucce tagliate a listarelle 1cm x 2 )

1 limone (buccia e bianca a cubetti di 1 cm )

Fichi secchi 350 g (tagliati in 4 pezzi)

Cannella in stecca : mezzo cm.

Chiodi di garofano n° 2

 

Si porta ad ebollizione la saba e si versano le mele cotogne, si riporta poi ad ebollizione . Si versano le bucce di limone e melone , ancora una volta si riporta ad ebollizione, quindi si  versa tutto il resto. Si mescola piano con un cucchiaio di legno per non ridurre in poltiglia. Si fa bollire per circa 3 ore .

 

Il savor è una composta di frutta, nutriente per la presenza di zuccheri, vitamine  e sali minerali e legata ad antiche usanze contadine: veniva  preparata nel periodo appena successivo alla vendemmia e consumata nei mesi freddi. Si partiva con dell' uva bianca o nera dolce e ben matura , si prelevava il mosto fiore prima che si iniziasse la fermentazione che veniva, poi, sottoposto a lunga cottura finchè non calava della metà: si otteneva così la SABA O SAPA . Si procedeva poi al rito della immissione degli ingredienti, la cui preparazione non si improvvisava, ma rappresentava la sintesi di momenti stagionali sia estivi che autunnali.