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Guerra in Afghanistan

LONTANI, MA VICINI CON IL CUORE

Oggi l’Afghanistan è un paese ridotto in macerie.

I bombardamenti americani, seguiti alla distruzione delle torri gemelle, hanno contribuito a peggiorare una situazione già molto difficile. Da anni le guerre, la siccità e il cattivo governo dei talebani hanno impoverito questo paese che un tempo era importante e ricco di cultura e di opere d’arte.

Tanti afgani hanno abbandonato il paese e ora vivono miseramente nei campi profughi del Pakistan.

In Afghanistan manca tutto: non c’è cibo perché i campi coltivati sono stati distrutti dalla siccità e dalla guerra, le attività lavorative sono ferme, non c’è elettricità, non c’è l’acqua potabile, non ci sono medicine. I pochi ospedali non hanno attrezzature, e non sono in grado di accogliere tutti i feriti.

E i bambini afgani come vivono?

Per loro l’emergenza non è certo iniziata con i bombardamenti, per loro la guerra è sempre esistita. Vengono feriti gravemente dalle mine sparse un po’ dovunque, muoiono sotto i bombardamenti, per la fame, per il freddo e per le malattie. Quelli che sopravvivono si aggirano magri, sporchi, infreddoliti e spesso soli perché sono rimasti orfani vicino ai pochi centri di accoglienza, dove ricevono, quando va bene, un po’ di cibo

Noi bambini "fortunati" pensiamo che la guerra sia veramente ingiusta, non solo perché uccide delle persone che non sanno difendersi, ma perché provoca altra violenza e distruzione.

Siamo convinti che gli uomini grandi, ma anche noi piccoli debbiamo imparare a parlare dei nostri problemi, delle nostre convinzioni, delle nostre diversità…e anche delle nostre speranze.

Allora forse riusciremo a capirci fino in fondo e a risolvere pacificamente i problemi.

"Non dobbiamo rassegnarci e pensare che ciò che accade lontano da noi, non ci riguardi" sostiene Luca "dobbiamo imparare a parlare di tutto !"

"Solo se coltiviamo la speranza di vivere in un mondo senza guerra e impariamo ad essere vicini a chi è in difficoltà possiamo sperare di costruire la PACE" conclude Manuel con un messaggio che raccoglie tutti i nostri pensieri e i nostri sentimenti.

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